L'ex presidente cinese e altri sei dirigenti accusati di genocidio.
Jiang Zemin, ex presidente della Repubblica popolare cinese.
Il fuoco che infiamma il Tibet da molti anni, non si è ancora spento. L'Audiencia Nacional di Madrid, l'alta corte speciale spagnola, ha emesso ordini d'arresto internazionali verso l'ex presidente della Repubblica popolare cinese Jiang Zemin, l'ex premier Li Peng e altri cinque dirigenti cinesi per la presunta partecipazione al genocidio contro il popolo tibetano. L'inchiesta è stata avviata sulla base della denuncia presentata dal Comitato di appoggio al Tibet, dalla Fondazione Casa del Tibet, dall'Associazione Thubtem Whangcheg Sherpa Sherpa. Fra i destinatari degli ordini d'arresto anche l'ex segretario del Partito comunista cinese e l'ex capo della sicurezza della polizia cinese in Tibet.
LE ACCUSE: CRIMINI CONTRO L'UMANITÀ. Nell'ordinanza di arresto emessa dal giudice della seconda sezione dell'Alto tribunale Ismael Moreno, che da anni istruisce il processo per genocidio, si è compreso che gli imputati sono accusati di azioni volte a «eliminare l'esistenza» del Tibet. La repressione è stata descritta attraverso l'imposizione della legge marziale, la deportazione forzata della popolazione e l'eliminazione progressiva della collettività autoctona. La polizia militare cinese in Tibet, dal 1987 al 1989, avrebbe ordinato aborti e sterilizzazioni forzati.
ZEMIN COME PINOCHET. La notizia della decisione della corte spagnola è stata data in un comunicato da International Campaign for Tibet, associazione in difesa dei diritti dei tibetani che, nata nel 1998, ha sede a Washington ed ha uffici in altri paesi. L'associazione non ha commentato la notizia nel comunicato, ma ha spiegato che si potrebbe applicare ai leader cinesi incriminati - tra i quali l'ex presidente Jiang Zemin e l'ex premier Li Peng - quanto successe per Augusto Pinochet, il dittatore cileno arrestato a Londra nel 1998 a seguito di una causa intentata in Spagna e accolta dal giudice Baltasar Garzon. Il giudice quindi emise un mandato di arresto internazionale nei confronti di Pinochet per crimini contro l'umanità.
Secondo quanto spiega l'associazione, con la sentenza spagnola nei confronti dei leader cinesi si è ribadito il principio di 'competenza universale' nel diritto internazionale, permettendo ai tribunali di raggiungere colpevoli oltre i confini nazionali, in casi di tortura, terrorismo e altri gravi crimini internazionali perpetrati da individui, governi o autorità militari.
Martedì, 19 Novembre 2013
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